Business School Italia: leadership e crescita aziendale, dalle persone ai risultati
Il 29 e 30 settembre, al Living Place Hotel di Bologna, due giornate dedicate a leadership, gestione delle persone e organizzazione aziendale. Gli interventi di Emilia Motta, Alessandro Vella e Michele Colombo, insieme alle testimonianze del Gioco dei Fatturati, hanno mostrato come trasformare la formazione in risultati concreti.
Come si costruisce un’azienda capace di crescere senza dipendere continuamente dall’imprenditore? Come si valorizzano i collaboratori? E come si trasformano le difficoltà in nuove opportunità ?
Sono alcune delle domande che hanno accompagnato la sessione del 29 e 30 settembre 2026 di Business School Italia, il percorso formativo di EVO Imprese dedicato alla crescita imprenditoriale e manageriale.
Due giornate di formazione e confronto, durante le quali gli imprenditori hanno approfondito temi fondamentali: leadership, motivazione delle persone, visione strategica e organizzazione aziendale.
Dagli interventi di Emilia Motta e Alessandro Vella alla testimonianza di Michele Colombo CEO di Colombo Design SPA, fino alle esperienze condivise durante il Gioco dei Fatturati, è emerso un messaggio comune: la crescita aziendale nasce dalla capacità di far evolvere insieme persone, processi e leadership.





Emilia Motta: valorizzare le persone per migliorare i risultati
Come trattenere i collaboratori di valore? E perché, nonostante le indicazioni dell’imprenditore, alcune persone faticano ad assumersi responsabilità ?
Da queste domande è partito l’intervento di Emilia Motta, dedicato alla gestione delle persone e allo sviluppo del loro potenziale.
Uno dei concetti centrali è stato il superamento di una leadership basata sul controllo continuo.
Quando l’imprenditore deve verificare ogni attività e prendere tutte le decisioni, rischia di diventare il principale limite alla crescita dell’organizzazione.
La vera sfida è creare le condizioni affinché le persone possano esprimere le proprie capacità , sviluppare autonomia e contribuire ai risultati aziendali.
La persona giusta al posto giusto
Valorizzare un collaboratore significa prima di tutto conoscerlo.
Non bastano le competenze tecniche. Occorre comprendere attitudini, motivazioni e potenzialità attraverso ascolto, osservazione e feedback costruttivi.
Le persone evolvono nel tempo. Un ruolo inizialmente adeguato potrebbe non esserlo più dopo alcuni anni. Un leader efficace deve quindi riconoscere questi cambiamenti e individuare nuove opportunità di crescita.
Durante l’incontro sono state approfondite tre leve fondamentali della motivazione: competenza, autonomia e appartenenza.
I collaboratori hanno bisogno di strumenti per migliorare, responsabilità sulle quali misurarsi e un progetto nel quale riconoscersi.
Anche il riconoscimento dei risultati e la capacità di trasformare gli errori in occasioni di apprendimento contribuiscono a costruire un ambiente di lavoro più coinvolgente.
Dalla selezione allo sviluppo del potenziale
La valorizzazione delle persone comincia già durante il colloquio di selezione.
Promesse poco realistiche e aspettative non condivise possono compromettere la fiducia. Al contrario, chiarezza e coerenza aiutano a costruire relazioni professionali solide.
Emilia Motta ha inoltre sottolineato l’importanza di offrire prospettive di crescita concrete, soprattutto ai collaboratori più giovani.
Attraverso strumenti come il questionario EPA, utilizzato da EVO Imprese per l’analisi del potenziale, è possibile affiancare all’osservazione quotidiana un metodo strutturato per individuare punti di forza e opportunità di sviluppo.
Il messaggio è chiaro: il potenziale non emerge da solo. Ha bisogno di essere riconosciuto, stimolato e valorizzato.
E questa responsabilità appartiene prima di tutto a chi guida.





Alessandro Vella: dal caos alla leadership sistemica
Un’azienda può ottenere risultati importanti e, allo stesso tempo, rimanere fragile?
È una delle riflessioni al centro dell’intervento di Alessandro Vella, che ha accompagnato gli imprenditori in un percorso tra visione, strategia, organizzazione e trasformazione personale.
In un contesto economico caratterizzato da cambiamenti continui, reagire alle difficoltà non è sufficiente.
Occorre costruire imprese capaci di funzionare attraverso un sistema, senza dipendere esclusivamente dalla presenza dell’imprenditore.
Dalle persone al sistema organizzativo
Persone, organizzazione, sistema e visione sono quattro elementi fondamentali per costruire un’azienda solida.
Le persone rappresentano una risorsa essenziale. Tuttavia, senza ruoli e responsabilità chiari, il loro contributo rischia di rimanere disorganizzato.
L’organizzazione introduce ordine. Il sistema rende processi e attività replicabili. La visione definisce la direzione verso la quale orientare le scelte.
Alessandro Vella ha proposto due domande significative: l’azienda può funzionare senza la presenza costante dell’imprenditore? Il suo modello potrebbe essere replicato in altre sedi?
Se ogni decisione dipende ancora dal fondatore, probabilmente è necessario intervenire sulla struttura.
Il ruolo dell’imprenditore deve quindi evolvere: meno operatività quotidiana, più attenzione alla visione e alla strategia.
Trasformare le difficoltà in opportunitÃ
Un altro tema centrale è stato il rapporto con il cambiamento.
Le crisi possono mettere in discussione abitudini e convinzioni consolidate. Allo stesso tempo, possono offrire l’occasione per osservare i problemi da una prospettiva differente.
Attraverso la metafora dell’alchimia, Vella ha descritto un percorso di trasformazione che parte dal riconoscimento del caos e arriva alla costruzione di nuovi comportamenti.
Accettare una situazione non significa subirla. Significa smettere di consumare energie nella ricerca di colpevoli e concentrarsi sulle decisioni possibili.
Da qui nasce anche una riflessione sulla responsabilità individuale: un leader può sostenere le persone, ma non può sostituirsi continuamente a loro.
Il cambiamento aziendale richiede quindi un’evoluzione personale dell’imprenditore, chiamato a modificare abitudini, affrontare nuove sfide e scegliere consapevolmente dove investire il proprio tempo.
Perché la visione del futuro si costruisce attraverso le decisioni di oggi.





Michele Colombo: leadership, disciplina e cultura d’impresa
Quante porte abbiamo aperto oggi senza prestare attenzione alla maniglia che abbiamo utilizzato?
Da una domanda apparentemente semplice ha preso forma l’intervento di Michele Colombo, alla guida
di Colombo Design, azienda specializzata nella progettazione e produzione di maniglie e accessori di design.
Un oggetto quotidiano è diventato il punto di partenza per parlare di attenzione ai dettagli, organizzazione, responsabilità e cultura aziendale.
Perché dietro un prodotto apparentemente semplice esistono progettazione, materiali, processi produttivi, persone e decisioni strategiche.
Organizzare significa rendere l’azienda autonoma
Attraverso la propria esperienza imprenditoriale, Michele Colombo ha sottolineato l’importanza di costruire organizzazioni fondate su ruoli chiari, responsabilità definite e comunicazioni precise.
Organigrammi, mansionari e procedure non devono essere considerati semplici formalità . Sono strumenti che permettono alle persone di lavorare con maggiore autonomia.
Tra i principi condivisi, anche l’importanza di mettere per iscritto decisioni e indicazioni operative, evitando incomprensioni e interpretazioni differenti.
Una buona organizzazione riduce la dipendenza dalle singole persone e permette di creare continuità nel tempo.
Il valore dell’esempio e delle persone
Per Colombo, la leadership si esprime soprattutto attraverso i comportamenti.
Un imprenditore deve saper affrontare personalmente le comunicazioni difficili, assumersi le proprie responsabilità e mantenere coerenza tra ciò che chiede e ciò che fa.
Guidare significa anche osservare i collaboratori e riconoscere capacità che potrebbero non emergere nel ruolo ricoperto.
Significativo l’esempio di Eleonora, una collaboratrice il cui potenziale è stato valorizzato attraverso un cambiamento di mansione, passando dal centralino al marketing.
Un episodio che dimostra quanto l’ascolto possa aiutare a individuare risorse già presenti in azienda.
Durante l’intervento è emersa anche l’importanza della disciplina. Il talento è prezioso, ma senza continuità , affidabilità e impegno difficilmente può trasformarsi in risultati duraturi.
La cultura aziendale si costruisce attraverso comportamenti quotidiani: dall’ordine degli spazi di lavoro al rispetto delle procedure, fino alla collaborazione tra generazioni differenti.
La vera sfida è costruire un’impresa capace di mantenere la propria identità e continuare a crescere anche quando cambia chi la guida.





Il Gioco dei Fatturati: le storie dietro i numeri
Tra i momenti più attesi della Business School Italia c’è il Gioco dei Fatturati, un’occasione per condividere i risultati degli imprenditori e raccontare i percorsi di crescita delle loro aziende.
La classifica confronta il fatturato di giugno con quello dello stesso mese dell’anno precedente.
Dietro ogni percentuale, però, ci sono decisioni, investimenti, nuove responsabilità e cambiamenti organizzativi.
Perché i numeri non raccontano soltanto quanto cresce un’impresa, ma anche il lavoro necessario per raggiungere quei risultati.
Durante la sessione, tre imprenditori hanno condiviso esperienze differenti, accomunate dalla volontà di migliorare il funzionamento delle proprie aziende.
Claudio Vestrucci e Puntobox: quando l’organizzazione migliora la produttivitÃ
Per Claudio Vestrucci, il percorso di Puntobox sta producendo risultati concreti soprattutto nell’organizzazione della produzione.
Grazie a investimenti nei macchinari, un maggiore coordinamento delle persone e una revisione dei processi, l’azienda ha registrato un incremento della produttività superiore alle aspettative.
Uno degli esempi più significativi riguarda le riunioni operative, passate da tre ore a quindici minuti grazie a informazioni più precise e responsabilità meglio distribuite.
Anche la gestione delle consegne sta migliorando, mentre il portafoglio ordini guarda già al 2027.
Ma Claudio individua il cambiamento più importante nel proprio approccio.
Il lavoro più grosso, secondo me, è stato su di me.
Una consapevolezza che dimostra come, prima di modificare i risultati dell’azienda, sia stato necessario cambiare il modo di guidarla.
Massimo Fiorendi e Tiras Cotton: consolidare la crescita
Dopo cinque anni di crescita costante, Tiras Cotton sta affrontando una nuova fase di sviluppo.
Per Massimo Fiorendi, la priorità è riorganizzare la struttura aziendale per consolidare i risultati raggiunti in termini di vendite, fatturato e utile.
Quando un’impresa cresce, aumentano anche le responsabilità e la complessità gestionale.
Diventa quindi fondamentale chiarire i ruoli, migliorare l’organizzazione delle persone e costruire processi adeguati alla nuova dimensione.
Il percorso di Business School Italia sta accompagnando Massimo in questa trasformazione, aiutandolo a passare dalla consapevolezza dei problemi alle decisioni concrete.
Basta decidere e agire.
Perché crescere è importante, ma strutturarsi permette di rendere quella crescita sostenibile nel tempo.
Pio Costantini e Costantini Ristoranti: imparare a gestire un nuovo livello
Per Pio Costantini, Business School Italia rappresenta un’occasione per uscire dall’operatività quotidiana e osservare l’azienda da una prospettiva differente.
Nel settore della ristorazione, dove persone, clienti e imprevisti richiedono attenzione continua, trovare il tempo per riflettere sulla gestione diventa fondamentale.
Ti fa riflettere su un po’ di cose che si fanno, che magari in azienda non hai la possibilità di vedere.
Un altro elemento importante è il confronto con gli altri imprenditori, che permette di condividere difficoltà , esperienze e nuove prospettive.
Costantini Ristoranti sta vivendo una fase di crescita significativa. Di conseguenza, emerge la necessità di sviluppare una gestione sempre più strutturata, soprattutto nella valorizzazione delle persone.
Perché raggiungere nuovi risultati è un traguardo. Imparare a gestirli rappresenta il passo successivo.
Oltre le percentuali: il valore del percorso
Le esperienze di Claudio, Massimo e Pio dimostrano che dietro un risultato economico ci sono scelte che spesso non emergono dai numeri.
Riorganizzare la produzione, distribuire responsabilità , migliorare la gestione delle persone e imparare a osservare l’azienda con una prospettiva diversa sono passaggi fondamentali.
È questo il valore del Gioco dei Fatturati: non soltanto confrontare le performance, ma condividere le esperienze che le hanno rese possibili.
Ogni risultato racconta un percorso di evoluzione imprenditoriale. E spesso, prima ancora che nei numeri, il cambiamento comincia da chi guida l’azienda.






Business School Italia: il cambiamento parte dalla leadership
Le due giornate di Business School Italia hanno lasciato una riflessione importante: per far crescere un’azienda non basta migliorare i processi o raggiungere nuovi risultati. Occorre prima di tutto evolvere nel modo di guidare le persone e affrontare le sfide.
Gli interventi di Emilia Motta, Alessandro Vella e Michele Colombo, insieme alle testimonianze del Gioco dei Fatturati, hanno mostrato come leadership, organizzazione e crescita personale siano strettamente collegate.
La domanda da porsi non è soltanto: «Cosa deve cambiare nella mia azienda?», ma soprattutto: «Cosa posso cambiare nel mio modo di guidarla?»
Il percorso proseguirà il 28 e 29 ottobre 2026, al Living Place Hotel di Bologna, con una nuova sessione dedicata alla gestione e motivazione delle persone. Ospite speciale sarà Guglielmo Gennaro Auricchio, Export Manager di Auricchio S.p.A. e rappresentante della quinta generazione della storica famiglia imprenditoriale.
Perché un’azienda evolve davvero quando chi la guida è disposto a evolvere per primo.
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