Se torturi i numeri abbastanza a lungo, confesseranno qualsiasi cosa. Gregg Easterbrook

La prima regola per una corretta gestione finanziaria di uno studio è strutturarlo con un orientamento al profitto e non al fatturato. Pensare che aumentando il fatturato aumenteranno anche gli utili non è corretto: perché questo avvenga è indispensabile tenere sotto controllo tutti quei costi di sopravvivenza dell’attività che vanno ad erodere i profitti.

Si devono andare a individuare quali costi sono effettivamente necessari e quali invece sono da eliminare. Gli indicatori più evidenti che qualcosa riguardo alla marginalità non funziona sono:

 

1. I saldi attivi dei conti correnti sono in calo

2. Lo studio è obbligato ad esporsi con le banche

3. Gli utili sono pochi o non ci sono per niente

 

I primi costi su cui intervenire sono quelli della non qualità, ovvero tutti quei costi derivanti da un errore o da un difetto che aumentano esponenzialmente nel tempo fintanto che il problema all’origine non viene isolato e risolto. Uno dei costi della non qualità più seri per uno studio professionale è quello delle persone sbagliate in ruoli chiave.

Infatti, un collaboratore che ricopre un ruolo per cui non è idoneo, non rappresenta un costo per lo studio solo per la retribuzione da questo percepita e per la quale non adempie il lavoro assegnatogli, ma anche in termini di mancati ritorni degli investimenti, della perdita di altri validi collaboratori che vengono demotivati e spinti ad andarsene, di tempo e stress impiegati a risolvere i problemi dell’area in questione, lavori che devono essere rifatti, perdita di potenziali affari e di clienti non adeguatamente seguiti. Una volta che si è intervenuti sui costi della non qualità, si devono andare ad esaminare i costi fissi. Infatti, nella maggior parte dei casi, è proprio l’aumento dei costi fissi a determinare un considerevole calo della marginalità. In generale, ogni voce di costo dovrebbe essere trattata come se fosse un investimento economico, da cui aspettarsi determinati risultati che generano un certo valore.

Esaminare e tenere costantemente sotto controllo le spese sostenute dallo studio per la fornitura dei suoi servizi ai clienti è indispensabile per ridurre gli sprechi e apportare miglioramenti al bilancio. Dopo aver agito sul controllo dei costi, ci sono una serie di azioni da mettere in atto per generare cash flow:

 

1. Vendere, consegnare e incassare sempre di più

2. Incassare prima di spendere con una forte attività di recupero crediti

3. Spendere meno di quello che si incassa

4. Accantonare una riserva ogni mese per le urgenze

5. Controllare gli aspetti finanziari ogni mese

6. Fare affidamento sul denaro che si deve avere dai clienti, non dalle banche

7. Proteggere le fonti di guadagno

8. Non aumentare le spese con l’aumentare dei guadagni

9. Proteggere i risparmi da promesse di guadagno facili

10. Spostare il focus dai costi ai ricavi

11. Saldare i debiti appena possibile

12. Fare attenzione alla fiscalità

 

Seguendo queste linee guida si può procedere alla stesura del piano operativo per la crescita nel 2020! Se sei un commercialista non perderti il prossimo appuntamento in Accademia CGN, potrai avvantaggiarti in un mercato in continua evoluzione.

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