Il segreto del cambiamento è concentrare tutta la tua energia non nel combattere il vecchio, ma nel costruire il nuovo.  Socrate

 

 

Dallo scorso marzo 2021 ha avuto inizio quella che può considerarsi, per certi versi, la “rivoluzione del mobile”. Google ha, infatti, messo in pratica quanto già aveva accennato nel 2016 e riconfermato nel 2018: le pagine dei risultati di ricerca, cioè, devono essere valutate solo sulla base della versione mobile del sito web.

 

Decisione, questa, presa perché le ricerche sul web, oggi, vengono effettuate maggiormente dai dispositivi mobile. Ma non solo. Il vero problema, infatti, è che la versione mobile di molti siti non rispecchia, dal punto di vista contenutistico, quella desktop.

 

Insomma, i contenuti presenti nell’una molto spesso sono assenti nell’altra, per ragioni legate quasi sempre al tempo di caricamento delle pagine o allo spazio a disposizione.

 

In questo modo Google vuole assicurarsi che nella ricerca da mobile vengano indicizzati solo quei siti web che mettono effettivamente a disposizione, nella versione mobile degli stessi, le informazioni richieste.

 

Ma parlando in maniera più pratica, cosa sta cambiando?

 

Nel concreto, tutte quelle pagine web e i loro rispettivi contenuti se non ottimizzati per il mobile non saranno più indicizzati, quindi visibili. 

 

Niente panico, però.

 

È probabile che il tuo sito web sia già ottimizzato abbastanza per il mobile e che quindi ci sia da lavorare poco al riguardo. E se così non fosse, il cambiamento non sarebbe immediato: Google, infatti, dà un po’ di tempo ai siti web di aggiornarsi, altrimenti, da un giorno all’altro, si troverebbe con pochi contenuti da mostrare agli utenti.

 

Tuttavia, è importante parlare e affidarsi a un esperto del settore piuttosto che agire in autonomia. Spesso, infatti, le modifiche da apportare possono richiedere poco tempo ma tanta tecnica e strategia.

 

È fondamentale, innanzitutto, che il contenuto e i dati strutturati presenti nelle versioni desktop del sito si ritrovino anche in quelle mobile, così come che il sito da mobile sia veloce, con un tempo di caricamento per pagina non superiore ai tre secondi.

 

Bisogna, inoltre, assicurarsi che Google riesca a scansionare ogni risorsa dello stesso, fare attenzione alle immagini affinché siano di qualità e contengano il testo alternativo o, ancora, non utilizzare caratteri troppo piccoli: naturalmente, è importante lavorare non solo sul responsive web design, ma anche su una corretta user experience per i dispositivi mobili.

 

Concentrarsi su questi ed altri aspetti permette di ottimizzare i siti web e renderli adatti al nuovo algoritmo di indicizzazione.

Quali sono, dunque, le parole chiave?

 

Senza dubbio, rimanere sempre aggiornati e affidarsi alle persone giuste. Solo in questo modo è possibile salvare le attività dal baratro dell’invisibilità.

 

Contattaci per sapere come intervenire sul nuovo algoritmo di indicizzazione di Google e rimanere sulla prima pagina del motore di ricerca (o raggiungerla).

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